il film, doveva essere, a detta del regista il cosidetto ‘little spielberg’ Roland Hemmerik, il film sulle catastrofi per finire tutti i film di questo tipo.E in effetti dopo una sozzeria del genere. è difficile che venga l’ispirazione a qualcun’altro (o i milioni di dollari, se per questo).
Ora io non so cosa passava per la testa quando hanno scritto il copione, ma i contenuti sono scarsi e insufficienti per mantenere una trama a livelli sopportabili, aggravante, e molto, il fatto che primo, giocoforza, non sono moltissimi, e di certo non potevano dilungarsi in discussioni scientifiche, ma da qui a finire il film con una frase del tipo ‘..e non metto piu i pannolini!’ ce ne passa.
I dialoghi sono veramente demenziali, e i personaggi corrono corrono, ma nei momenti cruciali, si fermano.Si, si fermano a guardarsi negli occhi, a baciarsi, a dirsi parole tenere mentre LA GENTE MUORE.
Tutto ciò si aggiunge alla generalità dei personaggi, tutti molto piatti, nessuno degno di nota sia per interpretazione che per caratterizzazione (assente del tutto).
L’unica nota positiva sono gli effetti speciali, ma anche qua, pensavo di potere assaporare di piu la ‘fine del mondo’, ma tutto quello che ci viene mostrato sono terremoti ’simpatici’ (vanno a scquaciare tutto tranne che il suolo sotto i protagonisti, nonchè fanno da chiusura ad alcune delle battute piu demenziali del tipo ’sento che ci stiamo separando’ e giù lo squarcio ai piedi della coppia), tsunami impressionanti (almeno quelli) e l’eruzione del yellowstone, che quela prima o poi, vedremo per davvero.
La lunghezza del film poi è estenuante, si sarebbe potuto fare un opera migliore e piu concisa sulle catastrofi che sulle relazioni interpersonali dei futuri sopravvissuti (data la loro demenzialità…) e lasciando comunque intatto il ‘messaggio’ del film:’nei momenti di necessità l’uomo da egoista si trasforma in altruista’, tanto da trasportare le giraffe in elicottero, aggiungerei io.
Come ultima nota, non andrò mai piu al cinema di martedì, i burini palermitani erano tutti là, a leggere ad alta voce tutto quello che vedevano scritto sullo schermo, a fare dei commenti ovvi ed irritanti, e poco ci mancava che quello dietro di me subisse la mia ira, avevo appunto pensato che la soluzione migliore per zittirlo fossero trenta coltellate in faccia, ma se l’è cavata con un ’sssh’, classico, ma funziona ancora.
Che dire in più, sopravviveremo a questa catastrofe di 2012? Al film sicuramente si…
Voto: un grosso MBHA!
F.